Marzo 26, 2025 Musica
Paolo, Paolo Pa, Paolo maledetto
ma perché non l’hai, perché non l’hai detto mai.
Paolo Pa (1980). Una canzone sul travestitismo, tema molto complesso
Chi era quel Paolo che, con un trucco audace e un vestito da angelo assassino, attraversava il cortile con il cuore in fretta, diretto al parco la domenica ?
Questa è la vera storia del protagonista del mitico brano del 1980.
Onore al merito al Banco del Mutuo Soccorso, un esempio straordinario di rock progressivo in Italia, insieme a Premiata Forneria Marconi, Area e Le Orme.
Hanno trattato con sensibilità e determinazione un tema molto delicato, mostrando un coraggio e una creatività senza pari.
E lo hanno fatto in un’epoca ancora fortemente condizionata da vincoli culturali e religiosi, senza veli d’ipocrisia.
Parliamo del complesso tema del travestitismo (“lo sguardo dolce e ridente vestito d’angelo assassino e poi quel trucco invadente“) e della prostituzione maschile (“che fai al parco la domenica ?“).
E se pensiamo a quanto di innovativo è stato fatto in precedenza, con Renato Zero e Ornella Vanoni che, tre anni prima, hanno rivoluzionato il concetto di travestitismo con “Mi vendo” e “La storia di Marcello“, i Pooh che, con “Pierre“, hanno aperto nuove strade, e addirittura i Pink Floyd che, nel 1967, con “Arnold Layne“, hanno fatto storia.
Ma, almeno in Italia, il messaggio non era ancora stato colto nella sua piena efficacia.
Per contro, in “Quello che si dice“, Charles Aznavour, nel 1972, aveva già affrontato lo spinoso tema.
Tuttavia, il brano fu immediatamente censurato da tutte le trasmissioni della RAI (non c’erano ancora le emittenti private) e non riuscì a raggiungere il grande pubblico.
Paolo Pasolini viene menzionato spesso quando si parla di questo brano, ma in realtà, il “Paolo” di cui si parla è un caro amico del gruppo Banco del Mutuo Soccorso che vive con questo segreto (“Ma perché non l’hai detto ?“).
La storia è ambientata in un piccolo paese della provincia romana, dove, come dice la canzone, “è difficile da noi in periferia, qui la gente non capisce e fa la spia“.
Paese dal quale si recava di nascosto (“passo veloce cuore in fretta, quando attraversi il cortile, qualcuno forse già sospetta il tuo sorriso d’aprile e gli amici poco sanno dove vai, cosa fai, tua madre in fondo che ne sa“) nella Capitale per vivere la sua identità interiore.
Dopo la sua morte, il brano fu dedicato a lui dalla voce solista del Banco, Francesco Di Giacomo, in una commovente celebrazione della sua memoria.